Odi et amo: il rapporto tra il SEO e Google, IL motore di ricerca

03-09-2014

Gli strumenti che Google offre ai professionisti del SEO

Google è un motore di ricerca che nasce nel 1998 dall’idea di Larry Page e Sergey Brin, studenti della Stanford University. La crescita dell’utilizzo di Google è stata esponenziale da allora, tutta grazie al passaparola, infatti Google non è mai stato legato a una campagna pubblicitaria. Attualmente Google può essere tranquillamente considerato IL motore di ricerca per eccellenza. Insieme al motore di ricerca gli inventori di Google hanno anche sviluppato l’algoritmo del PageRank, che serve ad attribuire una sorta di punteggio alle pagine web e che per molto tempo è stato considerato un fattore fondamentale per il posizionamento di un sito all’interno della SERP, anche se in realtà esso è solo uno dei tanti parametri da tenere in considerazione. Nel tempo Google ha aggiunto una serie di servizi alla sola ricerca. Per citare alcuni degli esempi più famosi e utilizzati:

  • Google Image: è un motore di ricerca per le immagini, da poco è possibile anche caricare un’immagine e cercare quelle che risultano ad essa correlate, per similarità visiva o di titolo.
  • Google Maps: è una sorta di navigatore stradale online, permette di trovare località e visualizzarle come da satellite o come uno stradario; individuare percorsi e salvarli; utilizzare la funzione Street View che permette di vedere realmente la strada grazie a registrazioni reali effettuate dalla Google Car. Legato a Google Maps c’è Google Place, il servizio di registrazione di imprese e attività che verranno poi visualizzate dagli utenti, una forma pubblicitaria del tutto gratuita.
  • Gmail: è l’hosting e-mail di Google, anch’essa gratuita e molta diffusa. Offre 7Gb di spazio per l’archiviazione dei messaggi, in continuo aumento, e la possibilità di inviare fino a 25Mb di allegati.
  • Google Chrome: è il browser di Google che sta avendo una crescita di utilizzo esponenziale, attestandosi ad ora al 16,2% della navigazione da pc.
  • Google Translate: servizio ormai utilizzatissimo di traduzione, spesso non sono precise ma comunque aiutano molto, anche per la gran quantità di lingue supportate. Questa funzione è disponibile in automatico su Google Chrome in ogni pagina in una lingua diversa da quella impostata di default.

Ma ora veniamo al rapporto di amore/odio tra Google e il SEO. Google trova i siti nel mare del web tramite il Googlebot, ovvero lo spider che scansiona periodicamente il web in cerca di nuove prede (i siti) da carpire e portare alla luce. È questa la ragione per cui in ogni sito deve essere presente il file robots.txt, perché è quello che dà le istruzioni allo spider per l’indicizzazione del sito e questo discorso vale per ogni motore di ricerca, non solo per Google. Tanto più che nel robots possono essere inserite informazioni precise circa l’apertura o meno a determinati spider, quello che in Google è il Googlebot, su Yahoo è Slurp e su Bing è Msnbot. Ogni motore di ricerca ha un proprio algoritmo, segreto, che gestisce le ricerche. Google nel tempo ha effettuato moltissimi update, alcuni dei quali famosi e devastanti, ma tutto con il solo obiettivo di dare ai propri utenti dei contenuti di qualità. Ogni update ha portato a un’evoluzione del mestiere del SEO, rendendolo sempre più qualitativamente di valore. L’ultimo update si chiama Panda, con il quale Google ha voluto premiare i siti con contenuti originali e più aderenti alle query di ricerca.

Fra i tantissimi strumenti che abbiamo cominciato ad elencare prima ce ne sono due molto utilizzati dai SEO e dai webmaster: Google Analytics e WebmasterTool di Google.
Google Analytics serve ad analizzare le statistiche di visita di un dato sito web. Questa operazione è possibile solo installando, nel codice del sito da seguire, un codice di verifica generato da Analytics stesso. La statistica è completa ed esauriente, differenziata per contenuti, sorgenti di traffico (motore di ricerca, traffico diretto e altri referenti), visitatori (nuovi, di ritorno, tempi di permanenza…) e permette inoltre di impostare degli obiettivi da raggiungere, che verranno poi monitorati. Controllando periodicamente i dati riportati da Google Analytics è possibile scoprire interessanti qualità del nostro sito, nuove parole chiave da poter utilizzare e anche errori da risolvere.

WebmasterTool, come dice il nome stesso, è uno strumento a disposizione dei webmaster che serve a fare un check del sito. Di solito viene collegato all’account di analytics poiché i due mezzi usati insieme danno un’analisi completa e più approfondita. WebmasterTool permette di controllare che il sito in questione sia accessibile al motore di ricerca, inoltre dà la possibilità di segnalare la sitemap.xml, utilissima se non indispensabile, per comunicare al motore di ricerca tutte le URL del sito in una volta sola. Nella sezione diagnostica vengono rilevati gli errori riscontrati, come title o description troppo brevi, o anche link inesistenti e malware.

Per la promozione di un sito, in questo caso a pagamento, c’è poi Google AdWords, ovvero quegli annunci sponsorizzati che potete vedere nella parte superiore e a destra dei risultati di ricerca organici. Una campagna di Google AdWords per essere impostata correttamente, e non sprecare quindi del denaro inutilmente, richiede l’assistenza di un professionista che ne conosca bene le procedure e i segreti. In generale, per farti capire come funziona, AdWords permette di pubblicare degli annunci contenenti un link, che solitamente rimanda a una pagina creata ad hoc, la landing page, sulla quale vengono offerti i prodotti/servizi che vuoi promuovere. Ogni volta che un utente clicca sull’annuncio questo per voi rappresenta un costo (CPC – Costo per Click). Tale costo dipende in gran parte dal tipo di parola chiave che scegliete per l’annuncio, ovvero con quale keyword di ricerca esso comparirà. Più la keyword è competitiva, quindi ricercata ed utilizzata, più alto sarà il suo costo. Google per aiutare i neofiti nella scelta delle parole chiave ha uno strumento, il Adwords Tool Google per la selezione delle parole chiave, che dà un’idea di massima della concorrenza (bassa – media – alta) e del numero di ricerche mensili fatte con quella parola chiave. Da notare bene che i risultati del Keyword Tool sono riferiti solo ad AdWords e non ai risultati organici.

L’argomento SEO e Google è vastissimo, sarebbe possibile scrivere un’intera tesi di laurea per analizzare ancora solo una parte di tutto ciò che questo rapporto implica.